Campo di concentramento “i Renicci”


“La gente si meraviglia quando scopre che in Valtiberina è esistito un campo di concentramento”


Questo l’incipit del cartellone sito nel memoriale ai Renicci, che per la precisione si trova a la Motina, frazione di Anghiari, uno dei borghi piu belli d’Italia(fra l’altro!).

Quando leggo “la gente si meraviglia..”mi rendo conto che quella “gente” sono io stessa fino a poco tempo fa, quando scoprii questo luogo e questa storia, da molti sconosciuta, da altri dimenticata. In effetti lo stato di semi abbandono in cui versa quello che l’incisione sull’arco all’ingresso definisce come “Giardino..” fa ben comprendere lo scarso interesse di popolazione locale e turisti che con ogni probabilità non hanno la benché minima idea dell’esistenza di questo luogo.

(Segue sotto le foto)


È strano come l’insieme di elementi che lo caratterizzano, uniti dal senso di abbandono che lo pervadono, ti colpiscano allo stomaco come un pugno, come se il terreno trasudasse la sofferenza delle persone che li furono internate e private della loro dignità.

Per provare quel senso di smarrimento e senso di colpa per l’appartenza ad un genere umano capace di tali atrocità, non serve andare fino ad Auschwitz, basterebbe per chi si trova nelle vicinanze, fare un salto ai Renicci, che benché seminascosto fra le case circostanti e povero di attrattive turistiche collaterali, nella sua semplice realtà rappresenta un pezzo di storia seppur macchiata dalla cecità dell’uomo, che rimarrà per sempre un monito affinché nulla del genere possa accadere mai più.


PS: Non ho volutamente reso lo stato di mal conservazione del Giardino della Memoria, proprio in memoria di ciò che questo posto rappresenta e ricorda. Ho cercato anzi, di rendere la prospettiva più dignitosa possibile.

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Boscochiesanuova 

In una giornata di nebbia e “Sbruin”

 

“Sbruin”: termine tecnico dialettale per indicare la neve che cade a pallini, come una delicata e leggera grandine che imbianca il paesaggio.

Boscochiesanuova piccolo paese di montagna nei Monti Lessini, a 30 minuti da Verona, la città di Romeo e Giulietta. Il paesaggio è incantato un pó come quelli ritratti nelle palline di vetro con dentro appunto lo “sbruin”; case colorate, tetti in pietra, negozi caratteristici e boschi con sentieri da scoprire in lunghe camminate. Oggi immersa nella nebbia e in questo manto bianco sembra di vivere in una fiaba e in casa riscaldati da un camino lo spettacolo incanta.

  
   

Galbino e Montauto

I castelli della Valtiberina

Rimaniamo in ambito castelli, infatti benché la regione italiana nota per gli stessi sia la Val d’Aosta,pure noi nel nostro quadratino di terra ne abbiamo in quantità, tra superstiti e caduti nella guerra del tempo e della memoria.

Due fra i più gloriosi sono quelli di Galbino e Montauto nei pressi di Tavernelle, ad Anghiari.

 Castello di Galbino

 Castello di Montauto

Galbino ricorda i castelli delle fiabe e ti immagini che da un momento all’altro spunti un maestoso principe in sella al suo cavallo bianco che si innamorerà di te e.. “vissero per sempre felici e contenti”.. Okey forse è un pó troppo, fermiamoci all’immagine del bel principe.

Il secondo, Montauto è lo scenario perfetto per il cattivo invece, che tiene rinchiusa la bella principessa nella torre, sorvegliata da un drago, dominando l’intera valle col suo sguardo feroce.

Una passeggiata fra sentieri e boschi incantati quella per poter visitare i castelli, che ahimè son privati è davvero poco sfruttati.

Abbiamo così tanto e così vicino ma scopriamo spesso che l’essenziale è invisibile agli occhi.

Buon viaggio a vederci!